Tra il tramonto e l’alba 

Cantar Lontano Festival 2006

03.06.06

Si può comunicare la bellezza di un’evento culturale con un sottobicchiere?

Si, se il sottobicchiere è capace di raccontare una storia, sostiene Marco Mencoboni, direttore artistico del Festival Cantar Lontano di Ancona promosso dagli Assessorati alla Cultura della Provincia e del Comune di Ancona in collaborazione con l’Assessorato ai Beni e Attività Culturali della Regione Marche
e l’Assessorato al Turismo del Comune di Ancona.

Quella che ad un primo approccio può sembrare un’idea stravagante rischia di coinvolgere migliaia di persone in un brillante gioco di società collegato agli eventi culturali del Festival di musica antica Cantar Lontano, in programma alle pendici del monte Conero, nelle Marche tra il 22 e il 26 giugno.

Sono in verità quattro i sottobicchieri in questione e sono realizzati con quattro cd dal design graffiante, continua Mencoboni. Nascono per essere messi a tavola, ma sfruttando la caratteristica di poter contenere musica, saranno dei sottobicchieri parlanti se qualcuno li metterà all’interno di un lettore di cd.

Disegnati dallo studio grafico pesarese M:ad e realizzati con la collaborazione di Giovanna Piccioni, clavicembalista anconetana e autrice di dacapoalfine.it, ogni traccia dei cd-sottobicchiere riferisce di ognuno degli eventi in cartellone al festival. Basterà scegliere la traccia all’evento di cui si è curiosi e fare play sul lettore per avere direttamente dalla voce del direttore artistico informazioni in anteprima sui luoghi, le musiche, gli artisti coinvolti nella manifestazione ed ascoltare un estratto sonoro.
A questa stravagante e quanto mai innovativa idea hanno infatti collaborato alcune tra le più prestigiose etichette discografiche specializzate nell’ambito della musica antica quali le francesi Alpha e Arcana, l’americana Ma Recordings , la spagnola Harmonia Mundi Iberica e l’etichetta E lucevan le stelle Records che lo ha infine prodotto. L’incontro e la collaborazione di queste etichette renderà possibile quindi l’ascolto in anteprima, a casa o sull’Ipod, le caratteristiche sonore degli appuntamenti del festival, una specie di menù da consultare in anticipo e assaporare l’ascolto. Ma c’è di più. I quattro CD non si differenziano solo per quanto riguarda l’aspetto estetico. Ognuno di essi contiene, nell’ultima traccia, una parte cantata diversa del Kyrie a quattro voci della Messa Spem il Alium di Giovanni Pierluigi da Palestrina, eseguito lo scorso anno al concerto di chiusura del festival. Saranno così a disposizione del pubblico, in forma separata, le quattro differenti linee melodiche che compongono il Kyrie.

Per la facilità e l’immediatezza del brano scelto sarà facile per chiunque imparare a memoria una o più parti musicali e dopo i concerti in cartellone – continua Mencoboni- realizzeremo alcuni momenti informali in cui, chi lo vorrà, potrà cantare il Kyrie sotto la direzione dei musicisti che avranno preso parte all’esecuzione, l’idea è quella di creare ogni sera un coro. In questo modo il pubblico non parteciperà soltanto ai concerti, ma parteciperà alla musica in senso più profondo, si farà esecutore, entrerà in una significativa dimensione di ascolto, interpretazione musicale ed aggregazione sociale.

Il gadget promozionale nella tiratura di 8.000 copie, verrà distribuito oltre che presso le principali librerie e i negozi di articoli musicali delle province di Ancona, Pesaro e Macerata, presso le sedi istituzionali che promuovono il festival e presso le strutture alberghiere e ricettive in genere che fanno capo all’area della Riviera del Conero.

Scarica il Programma del festival
Scarica la Foto dei sottobicchieri
Scarica i 4 manifesti del festival
Scarica il Label di un cd
Scarica la Partitura del Kyrie

Chi volesse richiedere una copia del cd Cantar Lontano Festival 2006 può farne richiesta scrivendo una mail a info@cantarlontano.com con oggetto RICHIESTA DISCO CANTAR LONTANO 2006 specificando nome, cognome ed indirizzo completo. Le richieste saranno evase a secondo della disponibilità e comunque prima dell’inizio del festival. Sarà a breve disponibile la lista di tutti i luoghi dove sarà possibile trovare i cd-sottobicchieri.

Per ascoltare la prima traccia del cd con il benvenuto al festival cliccate qui [23,2 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare la seconda traccia del cd con il concerto di Vittorio Ghielmi cliccate qui [10 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare la terza traccia del cd con il concerto di Olivier Marcaud e Domitille Vigneron cliccate qui [7,4 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare la quarta traccia del cd con il concerto di Hèléne Schmitt cliccate qui [8,6 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare la quinta traccia del cd per l’incontro con Mauro Uliassi e Marco Mencoboni cliccate qui [1,3 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare la sesta traccia del cd per il concerto del complesso Cantar Lontano cliccate qui [14 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare la settima traccia del cd per il concerto di Silvia Pèrez Cruz e Ravid Goldshmidt cliccate qui [8,7 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare l’ottava traccia del cd per il concerto del complesso La Reverdie cliccate qui [6,2 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare la nona traccia del cd per il concerto del complesso La Chimera cliccate qui [8,2 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare la decima traccia del cd per il concerto del complesso De Labyrinto cliccate qui [7,6 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare la undicesima traccia del cd con la registrazione del concerto tenuto lo scorso anno alle grotte di Frasassi cliccate qui [21 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare l’ultima traccia del cd e participare al gioco del Cantar Lontano cliccate qui [7 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ulteriori informazioni:
Cantar Lontano Festival
Palazzo Camerata
c/o Comune di Ancona,
Via Fanti 9, Ancona
+39.071.2225019
daniela.gaetani@comune.ancona.it
info@cantarlontano.com
www.cantarlontano.com

Il Podcast di Massimo Ascolto

16.05.06

Trailtramontoelalba pubblica con piacere i Podcast del concerto Massimo Ascolto, che ha radunato intorno alla musica di François Couperin gli amici più cari di Massimo Dolcini e molti pesaresi e non pesaresi intervenuti.

Gli esecutori:
Roberta Mameli soprano/ Lia Serafinisoprano Rodney Prada viola da gamba/
Marco Mencoboni clavicembalo

Per ascoltare la registrazione della prima Leçones cliccate qui [23,2 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare la registrazione della seconda Leçones cliccate qui [14,2 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare la registrazione della terza Leçones cliccate qui [15,4 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Per ascoltare la registrazione dell’encore che ci è stato richiesto cliccate qui [3 Mb] o cliccate play sul lettore multimediale.


Buon ascolto.

Un regalo di Natale

22.12.05

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Andando a ricercare dei momenti belli accaduti in questo ultimo anno che si avvia alla conclusione, uno tra tutti prende il sopravvento ed è ancora una volta un momento di grande carica emotiva fortemente collegato alla musica e su questo mi piace spendere due parole.
E lucevan le stelle ha prodotto quest’anno tre nuovi dischi che vedranno la luce durante il prossimo anno, uno dedicato al repertorio cinquecentesco per due liuti e voce (Galli, Palomba, Pavan) e due realizzati dal complesso Cantar lontano, il primo alla musica sacra di Orazio Vecchi ed il secondo ad uno splendido libro dedicato alla musica vocale (anch’essa sacra) di Diego Ortiz. Durante il primo giorno di questa terza incisione abbiamo vissuto un momento toccante ed i microfoni erano fortunatamente accesi. Mi fa comodo qui citare una frase dal mio racconto Liquide Perle.

“Facendo musica, accade a volte che vicino a chi suona passi la mano di Dio. Qualche cosa cambia e dura poco”

A prescindere dall’individuale sensibilità o appartenenza alla alla sfera del “sacro” credo che ogni musicista avrà sicuramente più volte sperimentato “il senso” di una tale affermazione. Ma veniamo alla nostra esperienza. Era il giorno 28 giugno, la registrazione si teneva nella piccola chiesa del comune di Castelbellino in provincia di Ancona, il primo giorno era dedicato alle composizioni da eseguirsi “a cappella” e alle ultime ore del mattino era prevista la registrazione del lungo e bellissimo “Salve Regina a 5 voci” di Diego Ortiz.
Nella piccola chiesa eravamo in sei, il sottoscritto e i cantanti, nell’ordine Alessandro Carmignani, Fabio Furnari, Mauro Borgioni, Marco Scavazza e Walter Testolin, dalla sagrestia, attraverso l’interfono, giungeva la voce del nostro tecnico di registrazione Piero Schiavoni e su tutto la supervisione di Paolo, mio fratello. Al termine della sessione del mottetto, che come la preghiera mariana si conclude con le parole “O dulcis Virgo Maria” abbiamo tutti vissuto un momento di estrema suggestione, perché la musica prendeva una forma meravigliosa, improvvisamente, come se vittima di un qualche incantesimo. E non siamo riusciti a frenare l’emozione, che è sfociata in un abbraccio collettivo, simile a quello dei calciatori quando vanno a rete. Estrapolato da quel contesto e da tutto il materiale registrato prima, l’ascolto di quel momento perderà inevitabilmente molto della sua originaria carica espressiva, ma ci fa piacere condividerlo, perché il “fuori onda” che vi vorremmo far ascoltare non lo ascolterà altrimenti mai nessuno.
Questo è il nostro piccolo regalo di Natale e per cominciare con un po’ di musica il 2005, sperando così di farvi cosa gradita. Per ascoltare cliccate qui oppure direttamente sul pulsante Play del lettore multimediale.
Il Salve Regina in questione sarà l’ultimo brano del disco dedicato alla musica sacra di Diego Ortiz che sarà pubblicato durante il 2006.


Una critica di Amadeus

14.11.05

Un’oretta di treno basterà a raccontare questa storiella?
Mi ha chiamato due giorni fa un mio collega per dirmi che la rivista Amadeus aveva pubblicato una critica ad un mio disco: Les musiques Dangereuses. Così ho preso la rivista ed ho letto la critica:
Consigliamo questo cd a chi crede che il cembalo sia uno strumento dai suoni di cristallo: si ricrederà con una bella dose di stupore. Marco Mencoboni aggredisce, eccita e sprona lo strumento a pizzico cavandogli fuori una girandola di atteggiamenti timbrico-musicali che non escludono ossessive reiterazioni, sciorinate, sembra, come incagli della memoria. E via dicendo..
Non entro nel merito del senso della critica, e ringrazio la rivista Amadeus per avermi concesso attenzione, ma quest’occasione mi ha riportato con la memoria indietro di anni (quasi 15), nei giorni in cui quel lavoro ha preso forma fino a realizzarsi.
In quell’epoca vivevo a Spoleto, in un microscopico appartamento del centro storico e studiavo in un gigantesco salone di un palazzo nobiliare, che accoglieva solo me, il mio clavicembalo, ed una stufa a gas. Erano tuttavia le note che uscivano dallo strumento (tante, per quasi tutto il giorno, e veloci come saette) che riscaldavano l’aria durante le gelide giornate invernali. L’ ultima lezione con il mio ultimo maestro (che la redattrice della critica cita nella rivista) era roba vecchia di un paio d’anni. Avevo un telefono bianco che un giorno sollevai per chiamare l’Accademia di Francia a Roma, che custodiva (e custodisce ancora) un cembalo originale che era stato restaurato da Franco Barucchieri durante gli anni ’80. Da lui stesso avevo sentito meraviglie su questo strumento franco-fiammingo e la curiosità di vederlo (e magari suonarlo) mi spinse a cercare il numero sull’elenco e telefonare. Furono molto gentili, mi dissero che sarei potuto andare, se ricordo bene, un giovedì mattina, e andai. L’incontro con uno stumento antico è sempre molto emozionante, soprattutto se lo strumento conserva in se la memoria di un passato glorioso, che si sente, in alcuni casi, appena le dita si appoggiano sulla tastiera per produrre il primo suono. Se scocca la scintilla si è catturati dalla Vertigo delle emozioni e si starebbe lì a suonare per ore, senza neanche respirare. Accadde più o meno una cosa del genere, e mentre suonavo percepivo il silenzio dei miei due uditori (la segretaria e il direttore dell’Accademia di Francia) che non tutti i giorni sentivano suonare quel vecchio rudere. Quando smisi di suonare, il gentile e giovane direttore (forse era un vice direttore) con fare molto cortese mi disse che la settimana successiva (un sabato sera) avrebbero avuto un piccolo ricevimento privato e sarebbero stati contenti di far sentire il clavicembalo ai loro amici. Insomma mi invitarono a tenere un piccolo concerto: ovviamente risposi di si, che ero felice di poter suonare ancora quello strumento per i loro amici. Prima di andarmene mi fecero accomodare in uno studiolo, c’erano due persone: una donna asiatica elegantissima vestita con un kimono risplendente di colori ed un signore anziano, che si appoggiava ad un bastone e mi guardava negli occhi. Era una di quelle persone rare, che quando le incontri, pensi che ti stiano leggendo nel pensiero. Il vice direttore mi presentò come le musicien e la signora cominciò a parlare, in francese, spiegandomi che loro avevano comperato quello strumento e che lo avevano fatto mettere a posto. Mi chiese se mi piaceva lo strumento, se suonava bene insomma. Risposi che era una meraviglia. Mi offrirono una tazza di ottimo the, con dei pasticcini e frutta candita, la signora asiatica era un piacere vederla, luccicava come una giostra, lo sguardo di quell’uomo aveva qualche cosa di caldo, di protettivo, di piacevolmente tenero. Poi me ne andai, salutando e ringraziando. Sulla porta il vice direttore mi disse che il signore era stato l’ultimo direttore dell’Accademia, che lui e la sua moglie avevano dato un taglio culturale importante all’Accademia di Francia a Roma. Solo tornato a casa, chiamai un mio caro amico artista, gli raccontai la storia, e scoprii che quell’uomo dallo sguardo caldo e protettivo, era Balthus, uno dei più grandi pittori del ‘900.
I giorni passarono e tornai all’accademia con la mia borsa piena di musiche e l’abito ben stirato. Non dovetti neanche prepararmi a lungo, passai qualche ora nel caffè della Villa, a leggere e a parlare con il barista che era italiano e molto loquace. Poi mi diedero una stanzetta per farmi cambiare, accordai lo strumento e poi si cominciò ad attendere che gli invitati terminassero di cenare. Nell’attesa la stanza di accesso al salone cominciò a rimpirsi di persone, erano i borsisti dell’accademia di Francia, gente a cui lo stato francese metteva a disposizione per sei mesi all’interno della Villa un appartamento e tutto il necessario per fare il loro lavoro. Mesi in cui l’unica preoccupazione degli artisti doveva essere creare; creare e vivere. Mi si avvicinò uno di loro, con un naso che aveva qualche cosa di familiare, e mi chiese se ero io quel Mencoboni che faceva il concerto. Risposi di si e lui mi disse che anche lui si chiamava Mencoboni e che faceva il pittore. Non gli credetti. La cosa, che aveva del farsesco, continuò fin quando mi tirò fuori un documento d’indentità: Mencoboni Didier, pittore . Scoprimmo così in quei minuti che precedevano la mia esecuzione, che suo padre era nato nello stesso minuscolo paesino del mio, insomma che eravamo cugini di qualche grado, neanche troppo lontano. Ci abbracciammo. Poi mi chiese che effetto faceva dover suonare per il primo ministro. Chiesi spiegazioni. Cominciò a spiegare ma mi fecero cenno che la cena era finita, di prepararmi. In bocca al lupo Marcò, disse mio nuovissimo cugino Didier. Fecero entrare gli ospiti poi entrai io, applausi, inchino, due inchini, giusto il tempo per intravedere tra le cinquanta persone a sedere, alcune faccie note, Federico Fellini, Marcello Mastroianni, Ettore Scola. Il mio concertino era in verità un concerto che il primo ministro francese Laurent Fabius (allora ancora non travolto dagli scandali degli anni successivi e bello sorridente in prima fila) offriva a tutti gli italiani insigniti in Francia del titolo di Officier des Arts et des Lettres. Non credo di aver mai avuto nella vita una simile, improvvisa, enorme non cercata responsabilità. Mi fu complice quel vecchio strumento, ce la cavammo alla grande, un figurone, alla fine applausi e Champagne della migliore marca, offerto dal sindaco di Reims che mi strinse le mani a lungo complimentandosi. Tra le persone che vennero a salutarmi, Ettore Scola, che in un mal celato romanesco mi disse:
-“Ma tu non sei francese, sei dei nostri no?”
E poi il regista Francesco Rosi che mi ringraziò del concerto, io gli dissi che lo conoscevo di fama e lui sembrò imbarazzato, come se il fatto di essere una persona molto celebre e quindi facilmente riconoscibile gli desse fastidio.
-“Magari mi avrà visto al mercato, in giro da qualche parte!” Mi disse così.
Un architetto celeberrimo (non mi fate dire il nome, perfavore…) lo tenevano in piedi in tre, tutte donne, perché era ubriaco fradicio. Quella immagine di essere umano pericolante, mi ispirò l’interpretazione di un brano presente nel disco: Le Vertigo, (il capogiro, la vertigine) a cui ho dato il senso, tra i tanti possibili, dello stato di ebbrezza di quell’architetto traballante. Insomma una serata che ricordo ancora in modo molto vivo. Ricordo anche che dovetti rincorrere il vice-direttore, quello dell’incontro con Balthus, fino all’ultimo momento per farmi dare quei quattro soldi, quasi una mancia, che avevo chiesto per il concertino per amici. In compenso mi fu possibile chiedere ed ottenere di registrare un disco sullo strumento della Villa e la cosa si verificò dopo qualche mese. Parte delle musiche che registrai le avevo anche suonate al concerto. Per la registrazione portarono il cembalo nella “Sala del Cardinale” dove rimasi ospite per 4 giorni. Una piccola sorpresa arrivò quando ci rendemmo conto che i microfoni prendevano il rumore di fondo della città di Roma, il traffico del Muro Torto era presente notte e giorno. L’unico modo per nasconderlo era avvicinare i microfoni allo strumento e realizzare una presa del suono “ravvicinata”. Così funzionava, ma il suono risultava troppo aggressivo per i miei gusti e la registrazione restituisce secondo me un ascolto troppo vicino alla fonte. Quello è e rimane l’unico rammarico di quella produzione che ancora oggi qualche volta riascolto. Ricordo, di quella bellissima sala con vista su Roma, un letto a baldacchino del ‘600 ed un pavimento antico tirato a cera tutti i giorni da un domestico di colore che parlava un simpatico misto di francese e romano. Con quella buffa parlata un giorno mi sgridò, perché ero disordinato e tenevo le mie cose sparse per la sala senza ordine. Ma quello che a lui non piaceva era a suo modo un ordine, era il mio ordine, con il quale convivo da sempre e che mi accompagna con simpatico e reciproco rispetto anche oggi.

Ps: di orette ce ne sono volute due.
Tra Pesaro e Modena 12 novembre 2005

Scarica i brani:
Nicolas Pancrace Royer: L’aimable
Nicolas Pancrace Royer: La Marche des Scytes

Per ordinare il disco: http://www.soundandmusic.com/

La terza parte del concerto in podcasting

08.11.05

Tra il tramonto e l’alba pubblica, come promesso, la terza pate del concerto tenuto a Milano il 19 ottobre 2005, nella basilica di San Lorenzo. La parte conclusiva de concerto comprende l’Inno Ave Maris Stella di Orazio Vecchi e tutto il Magnificat dal Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi. Inizialmente il programma previsto era l’esecuzione di tutto il Vespro di Monteverdi. La mole del programma (durata di circa un’ora e quaranta minuti) ha fatto desistere gli organizzatori in quanto la chiesa di San Lorenzo non è atttrezzata per ospitare tante persone per un tempo così lungo. Così abbiamo pensato ad un programma alternativo, che inglobasse i lavori eseguiti dal complesso Cantar Lontano durante il 2005 (Ortiz e Vecchi). Per giustificare il cambio di programma dell’ultimo momento è saltata fuori l’idea del baule contentente musiche e poi la storia pubblicata per l’occasione ed il blog. Mi riprometto di rivedere alcuni passi del racconto, che è stato scritto troppo in fretta (meno di una settimana). Ci sono diversi punti da sistemare, non è abbastanza chiaro ad esempio, per quale motivo l’anonimo mittente chiede di bruciare le sue musiche; elemento importante che definisce secondo me uno degli aspetti più interessanti della storia. Nei prossimo giorni pubblicherò un nuovo racconto, che in verità è vecchio, si chiama Liquide Perle, con annesso in podcasting, l’ascolto di alcuni brani musicali.
A presto.

Per ascoltare la terza parte del concerto potete sottoscrivere il feed oppure cliccare qui [21,3 Mb].

La seconda parte del concerto in podcasting

31.10.05

Tra il tramonto e l’alba pubblica come promesso la seconda parte del concerto tenuto presso la Basilica di San Lorenzo alle Colonne in Milano il 19 ottobre scorso. Qui sotto l’elenco dei brani. Ci scusiamo per I rumori presenti, daltronde inevitabili quando ad un concero assistono più di 1.000 persone. La presenza in prima fila di una signora influenzata, che ha praticamente tossito durante tutto il concerto, è particolarmente testimoniata in questa registrazione, e comunque si poteva impedire l’ingresso al concerto ad una persona febbricitante? Chi volesse fare attenzione allo straordinario gioco delle “esse” durante l’esecuzione del bellissimo Salve Regina di Diego Ortiz (che pezzo meraviglioso!), non si perda il secondo versetto “vita dulcedo”. Sulle parole “et spes nostra salve” Ortiz sembra voler distillare una piccola pioggia di “esse” con la quale ottiene un bell’effetto di dolcezza onomatopeica, calibrando con sapienza la pronuncia dell “esse” tra I cinque cantori che erano posti, per l’esecuzione di questo brano, sulla cantoria dell’organo ad una notevole distanza dal direttore. Alla prossima pubblicazione dunque, tra qualche giorno, per la parte finale del concerto con l’Ave Maris Stella di Orazio Vecchi ed il Magnificat di Claudio Monteverdi, la cui esecuzione con la tecnica del cantar lontano, all’interno della Basilica ha sorpreso in primo luogo tutti noi, durante le prove e durante il concerto. Per ascoltare sottoscrivete il feed o cliccate qui [29,6 Mb].

Antifona Exsultet spiritus meus Salmo 121
Eustachius de Montisregalis Laetaus sum a 4
(Mmus 3 dell’archivio capitolare di Modena)
Mottetto
Diego Ortiz Benedicta es coelorum a 7
(Musices Liber Primus, 1565)

Antifona Benedicta filia tua Salmo 126
Claudio Monteverdi Nisi Dominus
Anton Brugier Canon (Sapiat qui sapere potest) Mmus 4
(Mmus 4 dell’archivio capitolare di Modena)

Antifona Beata es Virgo Maria Salmo 147
Eustachius de Montisregalis
Lauda Jerusalem a 4 alternatim
(Mmus 3 dell’archivio capitolare di Modena)
Diego Ortiz Salve regina a 5
(Musices Liber Primus, 1565)

Il concerto di ieri notte

20.10.05

Eccoci qua. Cominciamo allora, come promesso a rendere disponibile a tutti la registrazione del nostro concerto di ieri sera a Milano. Per non creare documenti troppo grandi abbiamo pensato di dividere la registrazione in quattro parti che saranno messe on line, in formato mp3 a qualche giorno di distanza l’una dall’altra.
In questa prima sezione presentiamo:

Toccata avanti il Vespro
Intonatio: Deus in adiutorium
Claudio Monteverdi Domine ad Adjuvandum

Antifona Benedicta es tu
Salmo 109 Anonimo Dixit Dominus del settimo tono, a 4
(Mmus 1 dell’archivio capitolare di Modena)
Mottetto Diego Ortiz Ave regina coelorum a 6
(Musices Liber Primus, 1565)

Antifona Speciosa facta es
Salmo 112 Anonimo Laudate Pueri del quarto tono, a 4
(Mmus 1 dell’archivio capitolare di Modena)
Loco Antiphonae Oratio Vecchi O Maria super foeminas a 5 voci
(sacrarum cantiones, 1597)

Il brano che mi ha maggiormente emozionato, durante tutto il concerto, è stato il mottetto Ave regina coelorum a 6 parti di Diego Ortiz, che abbiamo realizzato questa volta rinforzando le 2 voci in canone di tenore con quante voci avevamo a disposizione. L’effetto è stato particolarmente bello. Vediamo voi cosa ne pensate. Sottoscrivete il feed o cliccate qui [20 Mb]. Buon ascolto.