Massimo Ascolto
Il 15 maggio dello scorso anno è scomparsa una persona cara a molti, Massimo Dolcini. Nel giorno del suo primo anniversario e in suo ricordo abbiamo scelto la musica, pensando che creare intorno ad essa un’occasione d’incontro tra i suoi amici sarebbe stata una bella cosa. In particolare abbiamo scelto di far risuonare musiche a lui gradite. La nostra comunicazione giunge allora per farvi sapere che il 15 maggio prossimo, presso la chiesa della Madonna delle Grazie in via San Francesco a Pesaro, alle ore 21,30, si terrà un concerto per ricordarlo.
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Leçons de Ténèbres à une et à deux voix musica di François Couperin
(1668-1733)
Première leçon de ténèbre pour le Mercredi Saint à une voix Incipit
Lamentio/ Aleph/ Beth/ Ghimel/ Daleth/ He/ Jerusalem
Deuxième leçon de ténèbre pour le Mercredi Saint à une voix Vau/ Zain/ Heth/
Teth/ Jerusalem
Troisième leçon de ténèbre pour le Mercredi Saint à deux voix Yod/ Caph/
Lamed/ Mem/ Nun/ Jerusalem
Roberta Mameli soprano/ Lia Serafinisoprano Rodney Prada viola da gamba/
Marco Mencoboni clavicembalo
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Aleph La cena era finita, qualcuno sparecchiava e in due eravamo rimasti a
tavola, uno di qua e uno di là. La dimensione del maestro, di quello che ha
piacere di insegnarti qualche cosa usciva di tanto in tanto negli incontri
con Massimo Dolcini. L’amicizia si trasformava allora in un ché di più
prezioso, il suono della sua voce diveniva più delicato assumendo il tono
caldo dell’affetto, come se le parole si trasformassero in carezze. Era la
fine del 2003, ottobre o novembre, ed un tema che lo stava appassionando era
lo studio dell’alfabeto ebraico. Prese una matita e un foglio di carta e
cominciò dalla prima lettera: Aleph. Mi spiegò il perché della sua forma, il
collegamento numerico con la cabala, il significato ampio che nell’alfabeto
ebraico è proprio di ogni singola lettera. Ascoltavo. Fece per continuare
con le altre ma fui io a parlare interrompendolo: “Beth, Ghimel, Daleth, He,
Yod, Caph, Lamed, Mem, Nun..”. Mi guardò negli occhi come sopreso, ci fu un
attimo di silenzio, quasi imbarazzato, e poi mi disse: “Ma tu come mai sai
queste cose?” Sorrisi e gli parlai delle Lamentazioni del Profeta Geremia
dell’Antico Testamento messe in musica da François Couperin: le “Leçones de
Tenebres”. In questa splendida composizione ogni versetto è preceduto da una
lettera dell’alfabeto ebraico e ad ognuna è dedicato un brano di musica.
Ecco, lì avrebbe potuto vedere la forma che prendevano le lettere sul
pentagramma e “sentirne” anche il suono, completando il suo studio grazie a
quel potere straordinario che forse solo la musica possiede. Si appassionò
moltissimo a questa piccola nuova scoperta, mi chiese di poterle ascoltare e
di averne lo spartito. Dopo qualche giorno tornai da lui e gli consegnai la
registrazione di un nostro concerto ed una copia della musica. Grazie!”
Le “Leçones de Tenebres” di Couperin sono state forse una delle scoperte
musicali che lo hanno maggiormente appassionato negli ultimi tempi, tanto
che cercò di organizzarne un’esecuzione in città. Non fu possibile farlo
allora, per questo forse farlo oggi è un bel modo per ricordarlo. Marco
Mencoboni 22 aprile 2006
La camicia Lux
Accadde parecchi anni fa, dopo una delle prime, forse proprio la prima, cene a Monteluro. Si parlava dei vestiti da concerto, quando indossare il frack, quando lo smoking, quando il fiocco bianco e quando il fiocco nero. Massimo si alzò e ritornò dopo qualche minuto con un fagottino in mano. Qualcosa era contenuto in una semplice carta da pacchi, un nastrino celeste da sarta col fiocchetto a chiudere, l’aspetto era morbito e dalla cura con la quale quella semplice cosa era tenuta in mano si capiva che per lui era preziosa.
Venne verso di me e mi porse quell’oggetto senza particolari espressioni, mi guardò negli occhi e disse una sola parola:
-“Tieni!”
Quel gesto mi colse di sorpresa, porsi tutte e due le mani e lo presi, era leggero e morbido.
-“E’ per me?”
-“Si è per te!”
Era il primo regalo che mi faceva, lo appoggiai sul tavolo e lo scartai.
Era una camicia da frack, candida, con un bel plissée frontale e ben stirata, l’etichetta cucita riportava tre lettere in corsivo: LUX”.
Lo guardai sorpreso e lui disse:
-“E’ la camicia di mio padre, era il pezzo forte della sua divisa da cuoco, ne andava molto fiero, ma ora non serve più a nessuno. Perché non la usi per i tuoi concerti?”.
Balbettai una qualche frase di risposta, ho sempre avuto problemi con le camicie, se funziona il collo sono corte le maniche e viceversa.
-“Dai provala!”
La provai e calzava a pennello, leggermente corte le maniche, con doppio polsino per i gemelli, quelle che preferisco.
-“Ti sta bene no?”
-“Pare di si, ma davvero la posso usare?”
-“Certo!”
Ricordo bene il primo concerto in cui la indossai, lui venne a salutarmi alla fine, sollevai con le dita il colletto a mostrarla e mi sorrise contento”.
Da più di dieci anni continuo ad indossare la camicia LUX in tutti i concerti, mi sono messo in testa che mi protegge, come l’armatura degli antichi guerrieri quando andavano in battaglia e quando Massimo mi chiedeva com’era andato uno spettacolo rispondevo sempre allo stesso modo:
-“Bene, avevo la camicia di tuo padre!”.
Ora, ogni volta che la ritrovo, stirata e candida come la prima volta della carta da pacchi sento forte la ferita del lutto ma dura poco, perchè quel vuoto si trasforma subito nel calore del sorriso. Lei invecchia insieme a me e dividiamo in fondo da anni lo stesso destino, le cuciture cominciano a cedere, i tessuti si logorano ma continuo ad indossarla.
-“Questa camicia è ora di buttarla!” mi ha detto tempo fa sottovoce la signora di una lavanderia.
Ho risposto di non preoccuparsi, pregandola invece di lavarla e stirarla con la massima cura.
24 aprile 2006
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L’ingresso al concerto è gratuito. La sera del concerto è comunque gradita
una libera offerta a copertura delle spese.
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per informazioni ma:design t +39 0721 371097 info@madesign.it e lucevan le
stelle info@elucevanlestelle.it +39 0721 69200
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sarà possibile ascoltare il concerto in Podcasting nei giorni successivi allo spettacolo su questo sito
Bello, bello, bello!
Commento on 16/05/06 @ 10:19
Così, come avete scritto in ricordo del vostro amico, penso che gli avete regalato un po’ di luce…
Commento on 22/05/06 @ 20:27